LEGA ITALIANA HOCKEY SU GHIACCIO
 

FINALE

Gara 1 - 03/04

Renon-Bolzano 5-2

 

 

Gara 2 - 05/04

Bolzano-Renon 4-3

 

 

Gara 3 - 08/04

Renon-Bolzano 1-3

 

 

Gara 4 - 10/04

Bolzano-Renon 5-1

 

 

 
 
ASIAGO HOCKEY since 1935
 

La storia dell'Asiago Hockey, una delle realtà di maggior spicco nel panorama nazionale di questa spettacolare disciplina, vive i suoi albori nel lontano 1935, quando il Cav. Edoardo Carli avviò alla pratica di questo nuovo sport alcuni ragazzi altopianesi, che disputarono la loro prima amichevole contro una rappresentativa dei G.U.F. (Giovani Universitari Fascisti) di Padova.
La storia dell'Asiago Hockey si snoda poi attraverso il primo campionato nazionale di Serie B (1939/40), chiuso con un sorprendente 3° posto.
L'avvento della Seconda Guerra Mondiale, con la squadra che nel 1943 scampò addirittura ad un bombardamento di ritorno da una trasferta a Milano, mise fine all'attività; poi, una volta terminato il conflitto, tutto ricominciò piano piano e nel 1965 si materializzò la svolta. Il progetto di scalata verso la massima serie diede i suoi frutti nel 1970 con la partecipazione alla Serie A, terminata all'ultimo posto.
L'Asiago, eccezion fatta per il campionato 1976/77 quando venne retrocesso d'ufficio per la mancanza della copertura dello Stadio, ha poi preso parte a tutte le edizioni della Serie A, riuscendo a fine anni '70 ad ottenere buoni risultati che furono l'ideale trampolino per la crescita e la diffusione dell'hockey altopianese, che, negli anni '80, visse un momento magico.
Due "bronzi" nei tornei 81/82 ed 82/83; poi nel 1985/86 la prima, storica finale scudetto, persa alla "bella" (7-3 / 2-5 / 10-6) contro il Merano.
L'Asiago, in quella stagione sponsorizzato da Euro Tv Tele Padova, fu consacrato tra le grandi dell'hockey italiano, venendo insignito della "Stella d'oro" al merito sportivo da parte del C.O.N.I.
La seconda finale fu nel 1989/90 ed anche qui i giallorossi, nonostante la classe di Ronning e la potenza di Yaremchuk, furono costretti a cedere il passo al più blasonato Bolzano, impostosi per 3-0 (6-4 / 10-6 / 7-6 ai rigori) al termine di altrettante combattute ed appassionanti sfide.
Dopo un anno di transizione, nel 1991/92 l'Asiago centra il primo alloro della sua storia, conquistando la Coppa Italia contro l'Alleghe (6-3 / 4-6); in campionato si piazza al terzo posto. Dal 1993, invece, complice il ridimensionamento economico che ha attanagliato molte squadre, è iniziato un periodo travagliato, in cui la passione e la tenacia dei dirigenti del club altopianese hanno fatto la differenza per far sopravvivere l'Asiago che, in questi anni, ha potenziato il già florido settore giovanile, fregiandosi nel biennio 93-95 di scudetti Under 20.
Il 1997 coincide con la rinascita dell'hockey asiaghese, con il ritorno in massa del pubblico e con quello, ai vertici, della prima squadra che, dopo una grande annata, conosce l'amaro epilogo nei playoff (quinto posto); stessa sorte anche l'anno dopo.
La stagione 1999/2000 passerà per tanti motivi alla storia: un campionato mai così italiano (1 solo straniero per squadra); un campionato dominato dall'Asiago che, partita dopo partita, infrange ogni record della sua storia e quello assoluto di vittorie consecutive (40!!!); un campionato con un epilogo incredibile ed amarissimo: la sconfitta in finale ancora per mano del Bolzano, capace di piegare i giallorossi 3-1 (2-1/ 3-2 overtime / 0-10 / 5-2).
La voglia di vincere, però, l'anno successivo è troppa: l'Asiago prende quasi subito la testa della classifica (non la lascerà mai più), s'aggiudica per la seconda volta la Coppa Italia (3-2 ai rigori con il Milano) e poi trionfa anche in campionato, piegando sabato 14 aprile 2001 un indomito Milano per 3-1 (3-1 / 3-2 / 1-2 ai rigori / 2-1 ai rigori) nella serie finale e conquistando il primo, storico e tanto atteso scudetto!
La prima stagione con il tricolore sul petto per i leoni altopianesi non si apre nel modo migliore: all'Odegar va in scena la prima edizione della Supercoppa Italiana, ma il Milano rovina il "grande slam" aggiudicandosi il trofeo (3-1).
Sfortunata, ma emozionante anche la prima avventura europea nella Continental Cup, che vede Asiago e lo Stadio Odegar teatri di uno dei tre gironi di semifinale e di incontri appassionanti come quelli con Milano (2-2) e, soprattutto, con Lugano (4-4), con i giallorossi bloccati ad un passo, o meglio ad un goal, dalla qualificazione alla finale di Zurigo.
La delusione viene smaltita, due settimane più tardi, quando l'Asiago, ancora sul ghiaccio di casa, alza al cielo la terza Coppa Italia della sua storia, sbarazzandosi prima del Bolzano (5-1) e in finale del Renon (6-2). La regular season si chiude, per il terzo anno consecutivo, con l'Asiago in vetta, ma i playoff riservano solo amarezze. L'avversario in semifinale è ancora il Milano; un Milano che, dopo aver perso ai rigori (4-3) gara 1, inverte l'inerzia della serie aggiudicandosi gara 2 (2-1) e successivamente gara 3 (0-3) e gara 4 (3-2 ai rigori).
Anche nella stagione 2002/03, l'ultima dell'era "Laporte", l'Asiago rimane protagonista, rimanendo, tuttavia, all'asciutto di titoli, giungendo sempre al secondo posto in Italia e mancando la qualificazione alla "Super Final" in Continental Cup. L'avversario è, manco a dirlo, il Milano, che a settembre s'aggiudica nuovamente la Supercoppa Italiana (5-2), a gennaio la Coppa Italia (5-4 ai rigori) e, infine, lo scudetto, vincendo la serie finale (4-2).

La scorsa stagione si apre con il successo nella Finale della Supercoppa Italiana (0-1, con rete di Galuzo, a Milano). Ad ottobre la debacle in terra francese nel girone di Continental Cup e quindi, a dicembre, l'eliminazione per mano del Milano nella semifinale di Coppa Italia. Una seconda fase di campionato praticamente perfetta proietta l'Asiago di Bordeleau in vetta alla classifica. Playoff come da pronostico e Finale scudetto ancora contro il Milano. I giallorossi sognano (avanti 2-1 nella serie), poi l'incubo rossoblù ritorna prepotentemente. Alla fine è ancora il Milano a fare festa (4-2).

La scorsa stagione, complice il lockout che impedisce alla NHL di scendere sul ghiaccio, l'Asiago ha potuto mettere in pista una formazione davvero "Stellare": in difesa sono arrivati Mathieu Dandenault (tre Stanley Cup vinte a Detroit) e Stephan Quintal (più di 1000 partite in NHL con le maglie di Boston, St.Louis, Winnipeg, Montreal, New York sponda Rangers e Chicago) mentre in attacco da rilevare la presenza del velocissimo Rico Fata (dai Pittsburgh Penguins) e Fernando Pisani (fratello di Sandro) oltre che ai due "piccoli" ma pericolosi fratelli Omicioli, ex giocatori del Bolzano.

Malgrado i grandi numeri quest'Asiago non rispetta le aspettative uscendo in semifinale contro il Cortina guidato da un grande Matt Cullen. Sicuramente complici della"disfatta" ci sono la situazione portieri e allenatori. Per tutto il corso della stagione a difesa della gabbia stellata si alternano tre portieri: Adam Russo (poi passato all'Alleghe), Nicola Lobbia e Flavio Streit. Analogamente, anche sulla panchina si alternano tre allenatori: Heikke Leime, allenatore di inizio stagione, viene rimpiazzato dal "Sergente di Ferro" Paul Theriault. A concludere la stagione alla guida della compagine altropianese viene chiamato Angelo Roffo.

 

La stagione 2005/06 è un'annata di profondi cambiamenti: Partiti gli NHL l'Asiago tenta di voltare pagina. La guida tecnica della squadra viene affidata all'ex Varese Tony Martino che si porta "in dote" tre giocatori: Carter Trevisani, Jon Pittis e Pat Iannone. Per "chiudere" il reparto offensivo sono stati ingaggiati Darcy Robinson, Jason Tessier, Scott Ricci, Henri Laurila e l'ex Milano (che si è aggiunto solo a stagione in corso) Lauri Kinos.
In attacco oltre agli ex Varese vengono ingaggiati solo Ryan Robinson (fratello di Darcy) e Jordan Bianchin figlio di quel Wayne Bianchin che tanto fece bene sull'altopiano nella stagione 1980/81. A difesa della gabbia viene messo sotto contratto il fortissimo portiere Ungherese Levente Szuper.
Fino a Gennaio l'Asiago gioca alla pari con tutte le squadre (il Milano verrà addirittura battuto per 7 a 2!) e per un, seppur brevissimo, periodo guida la classifica. Dall'inizio del 2006, complici la stanchezza e le imminenti olimpiadi, viene stravolto il proseguimento della stagione: infatti l'Asiago 'presterà' all'italia ben cinque giocatori ovvero Topatigh, Parco, Cirone, Trevisani e Scandella che, a causa di un infortunio, non riuscirà più a mettere piede sul ghiaccio per il resto della stagione.
Malgrado i pessimi risultati di fine stagione, a 3 partite dalla fine del master round, gli stellati hanno ancora la possibilità di passare il turno: le squadre che i ragazzi di Martino devono affrontare sono il Cortina, Fassa e Milano. Per passare il turno sarebbero servite due vittorie (una delle quali contro il Cortina) ed un pareggio. Il pareggio arriva nell'ultimissima di campionato con il Milano mentre arrivano delle sconfitte contro Cortina (4-3) e Fassa (7-4) le quali mettono il sigillo finale sulla stagione stellata.

Nella stagione 2006/2007 si assiste ad un netto e deciso cambio di rotta: dai 17 stranieri della stagione precedenti si passa a soli 8 giocatori provenienti da altri stati. Per fare fronte a questi 'tagli' vengono richiamati alcuni giocatori (Luca Roffo, Andrea Rodeghiero e Valentino Vellar), e 'promossi' altri (Matteo Tessari, Vittorio Basso, Fabio Testa e Nicola Tessari). Il pancone, durante il corso della stagione, viene occupato da due allenatori, entrambi vecchie conoscenze del nostro campionato: il primo è Enio Sacilotto con il quale viene rescisso il contratto poco prima dell'inizio del Master Round mentre il secondo è quel John Tucker che 17 anni prima aveva tanto fatto sognare i tifosi stellati.
I nomi di spicco tra gli stranieri sono quelli dell'Italo Damian Surma (2 punti in altrettante partite di NHL) ed il capitano della nazionale Lettone Aigars Cipruss: il secondo deluderà ampiamente le aspettative mentre Surma, autore di un inizio di stagione incolore, cresce e mostra, nel finale di stagione, tanto bel gioco e tanti punti che gli valgono la vittoria nella classifica marcatori interna.
L'Asiago chiuderà la stagione all'ultimo posto ma questi risultati erano stati messi 'in conto' dalla società che ha sempre affermato di preferire la crescita dei giocatori piuttosto che i risultati. Questa crescità c'è effettivamente stata in quanto giocatori come Matteo Tessari (17 anni), Vittorio Basso (appena 18enne) e Fabio Testa (19 anni) hanno mostrato ampi margini di miglioramento che lasciano ben sperare per il futuro.

 

 

ASIAGO…"I PRIMI 35 ANNI DI SERIE A"

1970/71

6° posto

2000/01

1° posto

1971/72

7° posto

2001/02

3° posto

1972/73

8° posto

2002/03

2° posto

1973/74

8° posto

2003/04

2° posto

1974/75

6° posto

2004/05

3° posto

1975/76

7° posto

2005/06

6° posto

1976/77

1° posto B*

2006/07 9° posto

1977/78

6° posto

   

1978/79

6° posto

   

1979/80

5° posto

   

1980/81

7° posto

   

1981/82

3° posto

   

1982/83

3° posto

   

1983/84

6° posto

   

1984/85

7° posto

   

1985/86

2° posto

   

1986/87

6° posto

   

1987/88

6° posto

   

1988/89

4° posto

   

1989/90

2° posto

   

1990/91

7° posto

   

1991/92

3° posto

   

1992/93

4° posto

   

1993/94

10° posto

   

1994/95

10° posto

   

1995/96

6° posto

   

1996/97

7° posto

   

1997/98

5° posto

   

1998/99

5° posto

   

1999/00

2° posto

   
*retrocesso d'ufficio in Serie B per mancanza di pista artificiale - 1° posto

Il palmares dell'Asiago Hockey si arricchisce inoltre di tre Coppa Italia, vinte nelle edizioni 1991, 2000 e 2001, e di una Supercoppa Italiana (2003).

RECORD

Una stagione da record: ecco tutti i primati stabiliti dall'Asiago Hockey nel corso della stagione 1999/2000.

  • 40 vittorie consecutive – record assoluto per l'hockey ghiaccio!

  • 22 vittorie interne consecutive

  • 19 vittorie esterne consecutive

  • 9 vittorie senza subire reti (5 nella Regular-Season; 1 nel Master Round e 3 nei Play-Off)

  • 18 vittorie con un solo goal subìto (14 nella Regular-Season; 3 nel Master Round e 1 nei Play-Off)

  • 26 giornate consecutive in vetta alla classifica di Serie A

  • 260 minuti e 56 secondi consecutivi d'imbattibilità del portiere in incontri casalinghi, ovvero dal goal di Pavlu (Asiago – Bolzano 5-1 del 16 ottobre) a quello di Boriskov (Asiago – Vipiteno 11-1 del 4 dicembre)

  • 301 goals realizzati, miglior attacco (204 nella Regular-Season; 47 nel Master Round e 50 nei Play-Off)

  • 68 goals subiti, miglior difesa (38 nella Regular-Season; 13 nel Master Round e 17 nei Play-off)

  • 10 reti, di cui 4 in appena 78 secondi, realizzate in un tempo, il primo di Asiago-Appiano 18-0

  • 18 – 0 (Asiago – Appiano ultima giornata della Regular-Season) è la vittoria più larga della storia del club

  • 99 punti (40 goals + 59 assists) in 28 partite con cui Lucio Topatigh, primo giocatore nella storia dell'Asiago, si è aggiudicato la classifica marcatori + assists della Serie A al termine della Regular-Season.

    STAGIONE 2001/02: 22 gennaio 2002 Asiago - Renon 6-1.
    L'Asiago realizza 3 reti in inferiorità numerica nello spazio di soli 45", firmando così un record assoluto per l'Europa in un campionato di massima divisione.

 
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#5 Darcy Robinson - Maglia ritirata