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La
storia dell'Asiago Hockey,
una delle realtà di maggior spicco nel panorama
nazionale di questa spettacolare disciplina, vive
i suoi albori nel lontano 1935, quando
il Cav. Edoardo Carli avviò alla pratica di questo
nuovo sport alcuni ragazzi altopianesi, che disputarono
la loro prima amichevole contro una rappresentativa
dei G.U.F. (Giovani Universitari Fascisti) di Padova.
La
storia dell'Asiago Hockey si snoda poi attraverso il primo
campionato nazionale di Serie B (1939/40),
chiuso con un sorprendente 3° posto.
L'avvento della Seconda Guerra Mondiale, con la squadra
che nel 1943 scampò addirittura
ad un bombardamento di ritorno da una trasferta a Milano, mise fine all'attività;
poi, una volta terminato il conflitto, tutto ricominciò piano piano e nel 1965
si materializzò la svolta. Il progetto di scalata verso la massima serie diede
i suoi frutti nel 1970 con la partecipazione alla
Serie A, terminata all'ultimo posto.
L'Asiago, eccezion fatta per il campionato 1976/77 quando venne retrocesso
d'ufficio per la mancanza della copertura dello Stadio, ha poi preso parte
a tutte le edizioni della Serie A, riuscendo a fine anni '70 ad ottenere buoni
risultati che furono l'ideale trampolino per la crescita e la diffusione dell'hockey
altopianese, che, negli anni '80, visse un momento
magico.
Due "bronzi" nei
tornei 81/82 ed 82/83; poi nel 1985/86 la prima, storica
finale scudetto, persa alla "bella" (7-3 / 2-5 / 10-6)
contro il Merano.
L'Asiago, in quella stagione sponsorizzato da Euro Tv Tele Padova, fu consacrato
tra le grandi dell'hockey italiano, venendo insignito della "Stella
d'oro" al merito sportivo da parte del C.O.N.I.
La seconda finale fu nel 1989/90 ed anche qui i giallorossi, nonostante la
classe di Ronning e la potenza di Yaremchuk, furono costretti a cedere il passo
al più blasonato Bolzano, impostosi per 3-0 (6-4 / 10-6 / 7-6 ai rigori) al
termine di altrettante combattute ed appassionanti sfide.
Dopo un anno di transizione, nel 1991/92 l'Asiago
centra il primo alloro della sua storia, conquistando la Coppa
Italia contro l'Alleghe (6-3 / 4-6); in campionato si piazza al
terzo posto. Dal 1993, invece, complice il ridimensionamento economico che
ha attanagliato molte squadre, è iniziato un periodo travagliato, in cui la
passione e la tenacia dei dirigenti del club altopianese hanno fatto la differenza
per far sopravvivere l'Asiago che, in questi anni, ha potenziato il già florido
settore giovanile, fregiandosi nel biennio 93-95 di scudetti Under 20.
Il
1997 coincide con la rinascita dell'hockey asiaghese,
con il ritorno in massa del pubblico e con quello,
ai vertici, della prima squadra che, dopo una grande
annata, conosce l'amaro epilogo nei playoff (quinto
posto); stessa sorte anche l'anno dopo.
La stagione 1999/2000 passerà per tanti
motivi alla storia: un campionato mai così italiano (1 solo straniero per squadra); un
campionato dominato dall'Asiago che, partita dopo partita, infrange
ogni record della sua storia e quello assoluto di vittorie consecutive (40!!!);
un campionato con un epilogo incredibile ed amarissimo: la sconfitta in finale
ancora per mano del Bolzano, capace di piegare i giallorossi 3-1 (2-1/ 3-2
overtime / 0-10 / 5-2).
La voglia di vincere, però, l'anno successivo è troppa: l'Asiago prende quasi
subito la testa della classifica (non la lascerà mai più), s'aggiudica per
la seconda volta la Coppa Italia (3-2 ai
rigori con il Milano) e poi trionfa anche in campionato, piegando sabato 14
aprile 2001 un indomito Milano per 3-1 (3-1 / 3-2 / 1-2 ai rigori / 2-1 ai
rigori) nella serie finale e conquistando il primo, storico e tanto atteso scudetto!
La prima stagione con il tricolore sul petto per i leoni altopianesi non si
apre nel modo migliore: all'Odegar va in scena la prima edizione della Supercoppa
Italiana, ma il Milano rovina il "grande slam" aggiudicandosi il trofeo (3-1).
Sfortunata,
ma emozionante anche la prima avventura europea nella
Continental Cup, che vede Asiago e lo Stadio Odegar
teatri di uno dei tre gironi di semifinale e di incontri
appassionanti come quelli con Milano (2-2) e, soprattutto,
con Lugano (4-4), con i giallorossi bloccati ad un
passo, o meglio ad un goal, dalla qualificazione alla
finale di Zurigo.
La delusione viene smaltita, due settimane più tardi,
quando l'Asiago, ancora sul ghiaccio di casa, alza
al cielo la terza Coppa
Italia della sua storia, sbarazzandosi prima del Bolzano (5-1) e
in finale del Renon (6-2). La regular season si chiude, per il terzo anno consecutivo,
con l'Asiago in vetta, ma i playoff riservano solo amarezze. L'avversario in
semifinale è ancora il Milano; un Milano che, dopo aver perso ai rigori (4-3)
gara 1, inverte l'inerzia della serie aggiudicandosi gara 2 (2-1) e successivamente
gara 3 (0-3) e gara 4 (3-2 ai rigori).
Anche nella stagione 2002/03, l'ultima dell'era "Laporte", l'Asiago
rimane protagonista, rimanendo, tuttavia, all'asciutto di titoli, giungendo
sempre al secondo posto in Italia e mancando la qualificazione alla "Super
Final" in Continental Cup. L'avversario è, manco a dirlo, il Milano, che a
settembre s'aggiudica nuovamente la Supercoppa Italiana (5-2), a gennaio la
Coppa Italia (5-4 ai rigori) e, infine, lo scudetto, vincendo la serie finale
(4-2).
La
scorsa stagione si apre con il successo
nella Finale della Supercoppa Italiana (0-1, con rete di Galuzo, a Milano). Ad
ottobre la debacle in terra francese nel
girone di Continental Cup e quindi, a dicembre,
l'eliminazione per mano del Milano nella
semifinale di Coppa Italia. Una seconda
fase di campionato praticamente perfetta
proietta l'Asiago di Bordeleau in vetta
alla classifica. Playoff come da pronostico
e Finale scudetto ancora contro il Milano.
I giallorossi sognano (avanti 2-1 nella
serie), poi l'incubo rossoblù ritorna
prepotentemente. Alla fine è ancora
il Milano a fare festa (4-2).
La
scorsa stagione, complice il lockout che
impedisce alla NHL di scendere sul ghiaccio,
l'Asiago ha potuto mettere in pista una
formazione davvero "Stellare":
in difesa sono arrivati Mathieu Dandenault
(tre Stanley Cup vinte a Detroit) e Stephan
Quintal (più di 1000 partite in NHL
con le maglie di Boston, St.Louis, Winnipeg,
Montreal, New York sponda Rangers e Chicago)
mentre in attacco da rilevare la presenza
del velocissimo Rico Fata (dai Pittsburgh
Penguins) e Fernando Pisani (fratello di
Sandro) oltre che ai due "piccoli"
ma pericolosi fratelli Omicioli, ex giocatori
del Bolzano.
Malgrado
i grandi numeri quest'Asiago non rispetta
le aspettative uscendo in semifinale contro
il Cortina guidato da un grande Matt Cullen.
Sicuramente complici della"disfatta"
ci sono la situazione portieri e allenatori.
Per tutto il corso della stagione a difesa
della gabbia stellata si alternano tre portieri:
Adam Russo (poi passato all'Alleghe), Nicola
Lobbia e Flavio Streit. Analogamente, anche
sulla panchina si alternano tre allenatori:
Heikke Leime, allenatore di inizio stagione,
viene rimpiazzato dal "Sergente di
Ferro" Paul Theriault. A concludere
la stagione alla guida della compagine altropianese
viene chiamato Angelo Roffo.
La
stagione 2005/06 è un'annata di profondi
cambiamenti: Partiti gli NHL l'Asiago tenta
di voltare pagina. La guida tecnica della
squadra viene affidata all'ex Varese Tony
Martino che si porta "in dote"
tre giocatori: Carter Trevisani, Jon Pittis
e Pat Iannone. Per "chiudere"
il reparto offensivo sono stati ingaggiati
Darcy Robinson, Jason Tessier, Scott Ricci,
Henri Laurila e l'ex Milano (che si è
aggiunto solo a stagione in corso) Lauri
Kinos.
In attacco oltre agli ex Varese vengono
ingaggiati solo Ryan Robinson (fratello
di Darcy) e Jordan Bianchin figlio di quel
Wayne Bianchin che tanto fece bene sull'altopiano
nella stagione 1980/81. A difesa della gabbia
viene messo sotto contratto il fortissimo
portiere Ungherese Levente Szuper.
Fino a Gennaio l'Asiago gioca alla pari
con tutte le squadre (il Milano verrà
addirittura battuto per 7 a 2!) e per un,
seppur brevissimo, periodo guida la classifica.
Dall'inizio del 2006, complici la stanchezza
e le imminenti olimpiadi, viene stravolto
il proseguimento della stagione: infatti
l'Asiago 'presterà' all'italia ben
cinque giocatori ovvero Topatigh, Parco,
Cirone, Trevisani e Scandella che, a causa
di un infortunio, non riuscirà più
a mettere piede sul ghiaccio per il resto
della stagione.
Malgrado i pessimi risultati di fine stagione,
a 3 partite dalla fine del master round,
gli stellati hanno ancora la possibilità
di passare il turno: le squadre che i ragazzi
di Martino devono affrontare sono il Cortina,
Fassa e Milano. Per passare il turno sarebbero
servite due vittorie (una delle quali contro
il Cortina) ed un pareggio. Il pareggio
arriva nell'ultimissima di campionato con
il Milano mentre arrivano delle sconfitte
contro Cortina (4-3) e Fassa (7-4) le quali
mettono il sigillo finale sulla stagione
stellata.
Nella stagione 2006/2007 si assiste ad un
netto e deciso cambio di rotta: dai 17 stranieri
della stagione precedenti si passa a soli
8 giocatori provenienti da altri stati.
Per fare fronte a questi 'tagli' vengono
richiamati alcuni giocatori (Luca Roffo,
Andrea Rodeghiero e Valentino Vellar), e
'promossi' altri (Matteo Tessari, Vittorio
Basso, Fabio Testa e Nicola Tessari). Il
pancone, durante il corso della stagione,
viene occupato da due allenatori, entrambi
vecchie conoscenze del nostro campionato:
il primo è Enio Sacilotto con il
quale viene rescisso il contratto poco prima
dell'inizio del Master Round mentre il secondo
è quel John Tucker che 17 anni prima
aveva tanto fatto sognare i tifosi stellati.
I nomi di spicco tra gli stranieri sono
quelli dell'Italo Damian Surma (2 punti
in altrettante partite di NHL) ed il capitano
della nazionale Lettone Aigars Cipruss:
il secondo deluderà ampiamente le
aspettative mentre Surma, autore di un inizio
di stagione incolore, cresce e mostra, nel
finale di stagione, tanto bel gioco e tanti
punti che gli valgono la vittoria nella
classifica marcatori interna.
L'Asiago chiuderà la stagione all'ultimo
posto ma questi risultati erano stati messi
'in conto' dalla società che ha sempre
affermato di preferire la crescita dei giocatori
piuttosto che i risultati. Questa crescità
c'è effettivamente stata in quanto
giocatori come Matteo Tessari (17 anni),
Vittorio Basso (appena 18enne) e Fabio Testa
(19 anni) hanno mostrato ampi margini di
miglioramento che lasciano ben sperare per
il futuro.
ASIAGO…"I
PRIMI 35 ANNI DI SERIE A"
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1970/71
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6° posto
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2000/01
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1° posto
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1971/72
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7° posto
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2001/02
|
3° posto
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1972/73
|
8° posto
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2002/03
|
2° posto
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1973/74
|
8° posto
|
2003/04
|
2° posto
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1974/75
|
6° posto
|
2004/05
|
3° posto
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1975/76
|
7° posto
|
2005/06
|
6° posto
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1976/77
|
1° posto
B*
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2006/07 |
9° posto |
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1977/78
|
6° posto
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1978/79
|
6° posto
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1979/80
|
5° posto
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1980/81
|
7° posto
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1981/82
|
3° posto
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1982/83
|
3° posto
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1983/84
|
6° posto
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1984/85
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7° posto
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1985/86
|
2° posto
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1986/87
|
6° posto
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1987/88
|
6° posto
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1988/89
|
4° posto
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1989/90
|
2° posto
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1990/91
|
7° posto
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1991/92
|
3° posto
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1992/93
|
4° posto
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1993/94
|
10° posto
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1994/95
|
10° posto
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1995/96
|
6° posto
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1996/97
|
7° posto
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1997/98
|
5° posto
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1998/99
|
5° posto
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1999/00
|
2° posto
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*retrocesso
d'ufficio in Serie B per mancanza di pista artificiale
- 1° posto
Il palmares
dell'Asiago Hockey si arricchisce inoltre
di tre Coppa
Italia, vinte nelle edizioni 1991, 2000
e 2001, e di una Supercoppa Italiana (2003).
RECORD
Una
stagione da record: ecco tutti i primati
stabiliti dall'Asiago Hockey nel corso della
stagione 1999/2000.
-
40 vittorie consecutive
– record assoluto per l'hockey ghiaccio!
-
22 vittorie interne
consecutive
-
19 vittorie esterne
consecutive
-
9 vittorie senza
subire reti (5 nella Regular-Season;
1 nel Master Round e 3 nei Play-Off)
-
18 vittorie con
un solo goal subìto (14 nella
Regular-Season; 3 nel Master Round e
1 nei Play-Off)
-
26 giornate consecutive
in vetta alla classifica di Serie A
-
260 minuti e 56 secondi consecutivi d'imbattibilità del
portiere in incontri casalinghi, ovvero
dal goal di Pavlu (Asiago – Bolzano
5-1 del 16 ottobre) a quello di Boriskov
(Asiago – Vipiteno 11-1 del 4 dicembre)
-
301 goals realizzati,
miglior attacco (204 nella Regular-Season;
47 nel Master Round e 50 nei Play-Off)
-
68 goals subiti,
miglior difesa (38 nella Regular-Season;
13 nel Master Round e 17 nei Play-off)
-
10 reti, di cui 4 in appena 78 secondi, realizzate
in un tempo, il primo di Asiago-Appiano
18-0
-
18 – 0 (Asiago
– Appiano ultima giornata della Regular-Season)
è la vittoria più larga
della storia del club
-
99 punti (40 goals
+ 59 assists) in 28 partite con cui
Lucio Topatigh, primo giocatore nella
storia dell'Asiago, si è aggiudicato
la classifica marcatori + assists della
Serie A al termine della Regular-Season.
STAGIONE 2001/02: 22 gennaio
2002 Asiago - Renon 6-1.
L'Asiago realizza 3 reti in inferiorità
numerica nello spazio di soli 45",
firmando così un record assoluto per
l'Europa in un campionato di massima
divisione.
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